abbraccioDiverse mamme vivono nel mese di Settembre, e a volte non solo in questo mese, la difficoltà dell'inserimento del loro bambino nella realtà scolastica.

Molto spesso i bambini non sono ancora pronti a vivere il distacco fisico, seppur momentaneo, dalla mamma e dalla loro quotidianità ed in taluni casi neanche le mamme sono preparate all'evento. E' difficile “lasciar andare” ma talvolta non ci sono soluzioni alternative. Ecco allora che dobbiamo cercare in tutti i modi possibili di alleviare sia in noi stesse sia nei nostri figli, la tensione ed il disagio che si possono accumulare.

 

Dobbiamo sempre tenere a mente che il bambino ha bisogno di ritrovare da parte nostra un profondo senso di sicurezza: deve sentire che l'amore che nutriamo per lui non è cambiato e che non lo stiamo abbandonando. Deve percepire che noi siamo tranquille in merito al nostro agire perché siamo appunto consapevoli che non si tratta di abbandono. Potremmo magari spiegargli che anche noi da piccole abbiamo avuto paura della scuola: fargli sapere che capiamo fino in fondo di cosa sta parlando, lo rassicura molto.

Inoltre anche un semplice personaggio di una storia, sia essa inventata al momento o letta su un libro, può essergli di grande aiuto per accompagnarlo attraverso questa nuova avventura.

E' importante cercare di recuperare il tempo che non abbiamo trascorso assieme, in modo da nutrire e scaldare l'anima di nostro figlio. Giochiamo con lui e facciamolo possibilmente stando all'aria aperta, a contatto con la natura: facciamogli abbracciare gli alberi, facciamogli accarezzare l'erba e magari raccogliamo tante belle foglie rossastre per farne un mazzolino o da utilizzare per realizzare insieme un bel “lavoretto”.

Curiamo in modo particolare la sua alimentazione, al fine di garantire al bambino un forte sistema immunitario. L'inizio della scuola infatti comporta un distacco dalla madre che si concretizza fisicamente in un abbassamento delle difese immunitarie: sono tipici il raffreddore o la sindrome febbrile a distanza di una settimana dall'inizio delle lezioni. Ecco allora che un'alimentazione ricca di frutta e verdura, cereali integrali e legumi garantisce a nostro figlio ciò di cui può aver maggiormente bisogno. Evitiamo i cibi fatti con farine raffinate, le classiche “merendine”, l'eccesso di cioccolata e tutto quello che può essere particolarmente zuccherato.

Curiamo con particolare attenzione i ritmi delle azioni che si susseguono durante il pomeriggio: mantenere una certa scansione, piuttosto routinaria, della attività svolte a casa garantisce al bambino una grande forma di sicurezza e di spensieratezza.

Nei momenti che precedono la “nanna notturna” evitiamo di fargli guardare la televisione o di farlo giocare con il computer o altri giochini super tecnologici. Prepariamo invece una bella tisana calda, fatta magari con fiori di tiglio e dolcificata con miele, da assaporare seduti assieme sul divano o su un cuscino disposto per terra, con luci soffuse, magari di una candela acquistata insieme, e con la compagnia di una bella storia narrata da mamma e papà. In questo modo il bambino potrà ritrovare pienamente il suo senso interiore di “famiglia”, potrà sentirsi rassicurato in merito all'amore che i genitori nutrono nei suoi confronti e potrà essere dolcemente accompagnato verso un sonno tranquillo e rigenerante per la sua anima ed il suo corpo.

Qualora questi consigli non fossero sufficienti per risolvere la situazione, allora si può provare ad aiutare il bambino con un massaggio serale, che lo aiuti a sciogliere le tensioni accumulate nell'arco della giornata. L'olio consigliato a tal fine potrebbe essere quello di iperico unito al tradizionale olio di mandorle.

Infine potrei suggerire una terapia a base di Fiori di Bach da testare individualmente presso strutture specializzate. L'assunzione di tali fiori può essere di grande aiuto sia per lo stato emotivo del bambino, sia per l'apprensione materna.

Il mio ultimo suggerimento è di non soffocare i sentimenti del bambino con un “No, basta! Devi andare a scuola e smetti di fare questi capricci, ormai sei grande!”. Cerchiamo di stargli accanto, andiamo oltre la manifestazione del suo disagio e permettiamogli di lasciar fluire le sue paure ed il suo sentire. A volte sarà semplice, altre volte sarà molto difficoltoso, ma se persistiamo, nostro figlio si sentirà compreso ed amato senza se e senza ma, sempre e comunque e per questo ci sarà grato, tanto grato.