Tutti i giorni, sempre la stessa “storia”... Arriva l'ora di andare a dormire e, come da manuale, le mie bimbe mi chiedono di raccontare loro una fiaba, ma che non sia sempre Biancaneve o Cenerentola.

E così, l'altra sera, ho incontrato tra le pagine della mia fantasia Evelina. Siccome poi questa storia è stata particolarmente gradita dalle mie principesse, ho deciso di condividerla nella speranza che possa piacere anche a tanti altri cuccioli e alle loro mamme...

evelinaC'era una volta una bolla di sapone di nome Evelina.

Era molto graziosa, né grande, né piccola, dai riflessi lucenti e dal mite carattere. Un giorno la sua mamma ed il suo papà le dissero:” Cara Evelina, domani sarà per te un giorno davvero speciale!”

“Perché ?” chiese la giovane bolla con tono perplesso.

“Domani potrai spiccare il tuo primo vero volo ufficiale in qualità di bolla di sapone”, le rispose la mamma.

Ma Evelina replicò dicendo: ” Ma mamma... non ho mai volato da sola, senza te e papà, e questo mi spaventa tanto. Io sto bene qui con voi: qualche piccolo volo su e giù, mi basta. E poi, se volo troppo in alto e mi spavento? O se una raffica di vento mi spinge troppo forte ed esplodo?...Non me la sento...”

Ma la mamma, che conosceva bene la sua bollicina e che si rendeva conto che era arrivato il momento di aiutarla a credere in se stessa, le rispose con voce soave e rassicurante: “Tesoro mio, non devi temere. Lungo il tuo viaggio potrai vedere così tante cose belle che ti aiuteranno a trovare la gioia per proseguire. E poi, comunque, io ed il tuo papà saremo sempre qui ad aspettarti.”

Al suono di quelle parole, Evelina si sentì molto tranquilla e soprattutto pronta per affrontare quel suo nuovo meraviglioso viaggio.

L'indomani Evelina partì. Lentamente, lentamente cominciò a sollevarsi, su, su, su ed ancora più in alto. E all'improvviso davanti a lei tante meraviglie: campi pieni di fiori gialli e poco più in là, di fiori rossi ed ancora di profumata lavanda viola. Ancora un po' più in alto ed ecco boschi di alberi altissimi da cui facevano capolino curiosi scoiattoli. Ed inoltre ruscelli,cascate e vallate incantevoli.

All'improvviso vide anche dei bambini che giocavano con una palla e decise di avvicinarsi: per fortuna però riuscì a spostarsi velocemente perché i bimbi la volevano prendere. E dopo un bel sospiro di sollievo, Evelina si fece anche una bella risata e pensò che aveva ragione la sua mamma quando le diceva che mille belle cose le avrebbero dato il coraggio di proseguire.

Ad un tratto però Evelina venne coperta da un'ombra scura e spostata violentemente da un colpo di vento: che spavento, cos'era?

UN'AQUILA!

Evelina, spaventatissima, si rivolse all'aquila dicendole:” Signora aquila, potrebbe non farmi esplodere con il suo becco? Sa, ho promesso a mamma e papà che sarei tornata per sera.”

L'aquila dallo sguardo intelligente la osservò premurosamente e le disse:” Non ti preoccupare, non lo farò di certo! Come potrei far esplodere una creatura così meravigliosa? Come potrei correre il rischio di non vedere più i tuoi splendidi riflessi? Anzi, spiegami come mai sei da queste parti.” E così Evelina raccontò tutte le sue avventure e con un filo di voce aggiunse:” Adesso però sono molto stanca e non so come fare per tornare a casa prima che scenda la notte.” Senza pensarci due volte, l'aquila la fece salire sulla sua schiena e si diresse veloce verso la casa di Evelina. Ad un tratto le due amiche sentirono qualche goccia di pioggia cadere loro addosso e così l'aquila si appollaiò repentinamente sul ramo di un grande abete, spiegò le sue ali e fece rifugiare lì sotto la piccola bolla. Passato il temporale l'aquila riaccompagnò Evelina dai suoi genitori.

La bolla raccontò tutto quello che aveva visto e tutto ciò che le era capitato: ma, soprattutto, disse alla sua mamma che la cosa più bella che le era successa era stato l'aver compreso quanto fosse prezioso e speciale avere una sincera amica.

E dal quel giorno Evelina spiccò tantissimi e stupendi voli accanto alla sua amica aquila, credendo ed apprezzando tutte le sue qualità.