orologio tempo corpoSi sa che il diventare madri comporta un passaggio nella nostra vita, un cambiamento che raramente si fa sentire così forte. Ora la nostra condizione di figlie viene arricchita dall'essere madri: è come se ci trovassimo adesso dall'altra parte della barricata. Emozionante, no? Ma quanta complessità in tutto questo! E quanti timori! Pare quasi di ritrovarsi nella condizione in cui, da bambine, dovevamo imparare a camminare e a muoverci da sole senza il sostegno fisico da parte di qualcun altro.

Allora c'era stato concesso del tempo per imparare, ma in questa nuova circostanza pare che di tempo non ce ne sia. Cambiano i nostri ritmi di vita, le nostre abitudini, i nostri doveri e soprattutto ci troviamo di fronte alle esigenze di una creatura che cerca di esprimersi al meglio, ma che ai nostri orecchi piange, piange e piange. E poi quanti consigli e suggerimenti ci bombardano dall'esterno: fai così, no così, ascolta me, io facevo in questo modo...

Ma noi dove siamo rispetto a tutto questo?

Sono estremamente convinta che l'unica cosa che dobbiamo fare per migliorare la nostra condizione di neo-mamme non sia tanto delegare le nostre difficoltà a qualcun altro, quanto piuttosto prenderci del tempo. Sì, del tempo per stare in silenzio ad ascoltare il nostro cucciolo, per stargli vicino, per imparare a distinguere il significato del suo pianto, per vivere nel nostro profondo la nostra nuova condizione di madre, per renderci conto della forza che pulsa dentro ognuna di noi. Il mio semplice consiglio, suggerito dalla mia personale esperienza, è quello di tagliare il più possibile i contatti con l'esterno e di riappropriarsi invece del contatto con se stesse. Non vorrei che le mie parole fossero fraintese: una puerpera ha bisogno sì di sostegno ma non di invadenza. Ha bisogno di qualcuno che sappia starle accanto come quando aveva imparato a camminare: quella persona c'è, ma le consente di avere tutta la libertà per provare a muoversi nella sua nuova condizione esistenziale. Un tempo gli antichi greci dicevano: “Panta rei” ( tutto scorre, passa), e allora non facciamoci travolgere e sconvolgere da ciò che ci accade con l'inizio della maternità, ma prendiamoci del tempo per imparare ad essere nel “qui ed ora” senza troppi timori ed incertezze.