grazieGrazie!

Al giorno d'oggi, io Credo, il rispetto per quelle “antiche formule di cortesia” che un tempo erano d'obbligo, è stato letteralmente surclassato, sorpassato e snobbato. Mi riferisco a termine quali “ prego, scusi, per favore e Grazie”. Ora tutto è “dovuto, scontato, inutile, figo,...”

Il mio pensiero non si ferma a valutare la questione solo da un punto di vista di “educazione civile” o buona educazione, ma vuole spingersi un po' più tra le righe.

Quando si usavano certi termini si era consapevoli dell'importanza del dono, del valore del rispetto di chi ci stava accanto, dell'importanza del riconoscimento di ciò che egli stava possibilmente compiendo per noi. Oggigiorno invece il nostro ego si è trasformato in un Super ego, quasi una sorta di ego dai poteri assoluti.

Noi vogliamo, ergo possiamo...Tecnologia, wifi, macchine che sembrano astronavi e tanto altro, ci aiutano a crogiolarci in questa nostra condizione di eroine.

Eppure, ancora oggi o forse oggi in modo particolare, esiste un'evenienza su cui i nostri poteri magici non riescono a far da padroni in modo tanto immediato. Si tratta della condizione della genitorialità intesa come inizio del cammino della maternità e della paternità. Molto spesso infatti sento di coppie che nonostante innumerevoli tentativi di procreazione, non sono ancora riusciti ad avere figli.

Tralasciando situazioni particolari, in cui subentrano fattori quali la sterilità, mi pongo sempre questa domanda:” Perché così tante difficoltà a concepire un figlio al giorno d'oggi?”

La risposta che mi viene sempre davanti è una: “Forse abbiamo perso quell'atteggiamento di rispetto riverenziale nei confronti della vita, quella vita che viene a coccolarsi tra le pareti del nostro utero e che ci invita a custodirla quale prezioso gioiello.” Siamo talmente abituati ad ottenere tutto quello che vogliamo ordinandolo via internet, o consultando cataloghi, che ci siamo convinti che basti una semplice decisione per far “arrivare un bimbo”...No, non funziona...

Di fronte all'aspetto sacro ed indomabile della vita anche i nostri super poteri non esplicano la loro totale capacità!

Quando una creatura decide di venire a far parte della nostra esistenza noi dobbiamo solamente essere grati a lei! Dobbiamo dirle il nostro GRAZIE, dobbiamo far scorrere questa parola nelle nostre vene, dobbiamo farla risuonare al ritmo di ogni nostro respiro! Siamo sempre grati alla vita e soprattutto alla vita di un bambino che si affida a noi!

Quando ci ritroviamo di fronte al mistero della nascita, di fronte ad una piccola manina che ci sfiora, davanti ad un sorriso con un piccolo abbozzo di dentino o vicino alle lacrime delle prime sbucciature, dobbiamo sempre ringraziare! La vita ci ha incaricati di prenderci cura di lei stessa!

Essere grati, riconoscenti...

Tanto poco, eppure tanto doveroso!

Ecco, io credo che un ritorno alle “Buone maniere”, alla scoperta della nostra umile condizione umana, possa ridarci occhi per stupirci e bocca per ringraziare. Questo dovrebbe essere l'atteggiamento da adottare fin dall'inizio della gravidanza ad oltre.